Perché amiamo così tanto il nostro lavoro.


child-666352_640La prima, la prima regola per chi lavora con un pubblico, per chi fa spettacoli, per chi emoziona è chiara e imprescindibile: “tutto quello che succede prima e dopo va lasciato fuori dallo spettacolo”. E’ una forma di rispetto e profondo amore per gli spettatori, e un buon modo per far si che in quei momenti anche noi artisti possiamo emozionarci insieme al nostro pubblico, perché anche per noi quello rappresenta un momento di evasione totale. Ed è soprattutto per questo, che non abbiamo mai voluto farvi carico di tutte quelle piccole e grandi cose che ci succedono prima dopo il nostro numero, quello è il nostro (e il vostro) momento magico e nessuno vuole rovinarlo.

Nemmeno se veniamo attaccati ogni giorno con parole infamanti (falliti, assassini, bastardi) nemmeno se ci augurano morte e malattie, a noi e ai nostri figli, e cercano di sabotare gli strumenti con cui lavoriamo, ci aggrediscono fisicamente, nemmeno se cercano di impedire al nostro pubblico di vedere il nostro lavoro, neanche quando veniamo accusati di far del male ai nostri migliori amici (i nostri compagni di viaggio) senza minimamente conoscerci e senza conoscere il rapporto che abbiamo con loro.

Spesso ci accorgiamo che queste persone ignorano tante cose, ignorano che i nostri animali sono trattati come membri della nostra famiglia, ignorano che il rinforzo positivo (quindi premiare un animale con il cibo migliore) sia il migliore strumento per convincere i nostri amici a realizzare il loro numero, ignorano che i nostri amici animali vengono seguiti da diversi veterinari, che ne accompagnano e ne monitorano lo sviluppo sia fisico che psichico.

Danno false informazioni, mostrano foto che riguardano casi di bracconaggio, che nulla hanno a che fare col mondo del circo, fingono di non sapere che il nostro elefante non ha catene (contrariamente a quanto detto in radio) e che i nostri animali sono visibili a tutti 24 ore al giorno, e quindi nessun abuso può essere commesso e nessuna negligenza ignorata. Ignorano(o fingono di ignorare) che i nostri compagni restano in scena per pochi minuti a spettacolo, per evitare stress e fastidi, e soprattutto ignorano o fingono di ignorare che anche se per noi questo è il mestiere più bello del mondo, è comunque un lavoro, e ignorare cosa significa lavoro forse è la loro colpa più grande. Ma al di là di questo, il successo con cui il pubblico riempie il nostro tendone ogni giorno, le risate dei bambini, dei loro genitori, gli applausi interminabili che ci concedete sempre, ci ricordano che stiamo facendo la cosa giusta. Non smetteremo mai, non smetteremo e non vogliamo smettere, perché voi, “Voi siete il nostro sogno ad occhi aperti”.

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